Il Roller Club Biasca, unica società di hockey su rotelle attiva nella Svizzera italiana viene costituito nel settembre del 1985 e da allora è iscritto alla Federazione Svizzera di Hockey su Rotelle (FSRH). Suo obiettivo principale è quello di offrire a ragazze e ragazzi di qualsiasi età e provenienza la possibilità di praticare in un gruppo di amiche ed amici il pattinaggio e l'hockey su rotelle, in forma agonistica o quale sana e divertente attività per il tempo libero.
 
Nerio Maggini
 
Il Club si compone di una formazione seniores, iscritta al campionato di Divisione Nazionale A, e di un nutrito settore giovanile impegnato con varie formazioni nei rispettivi campionati nazionali. Da anni rappresenta il Ticino nelle competizioni a livello nazionale e, grazie ai suoi esponenti di spicco selezionati nelle varie rappresentative del Paese, pure a livello internazionale.Campione svizzero di Divisione Nazionale B nel 1990 e nel 1992, ha ricevuto nel 1989 e nel 1992 il Riconoscimento al merito sportivo del Comune di Biasca e nel 1993 quello dell'Associazione giornalisti sportivi del Cantone TI. 
Dal 1997 si è insediato nel suo nuovo palazzetto polifunzionale per l'hockey su rotelle, denominato Palaroller.
 
Elio Re
 
 
 
 
Ezio Piccolo 
 
COSÈ L'HOCKEY SU ROTELLE
Edward Boll
 
L'hockey su rotelle, per agonismo e spettacolo non ha niente da invidiare al ben più conosciuto hockey su ghiaccio, dal quale ha saputo distinguersi valorizzando maggiormente l'aspetto tecnico a dispetto del contatto fisico. Sport dimostrativo alle Olimpiadi di Barcellona del '92, viene praticato in tutti i continenti. Italia, Spagna, Portogallo e Argentina sono i paesi dove il "roller" o "hockey su pista" diventa sport professionistico, spettacolo e passione popolare. Si gioca in 5 contro 5, 4 uomini di movimento ed un portiere per squadra, con altrettanti giocatori a disposizione per i cambi. Una partita dura due tempi di 25 minuti effettivi, con un intervallo di 10 minuti. La conduzione è affidata ad un arbitro, due in campo internazionale, che non utilizza i pattini. Vince ovviamente la squadra che al termine della partita è riuscita ad infilare un maggior numero di reti al portiere avversario.
Mario Mancina
 
La palla deve essere sempre in gioco, la squadra che trattiene intenzionalmente la sfera contro la recinzione, gli angoli della pista, il retro della porta, impedendo il gioco, viene punita con un fallo a sfavore. Oltre alle linee che determinano l'area di rigore e la metà campo, ve ne sono altre due poste a 22 metri dal fondo di ciascuna metà campo, si vengono così a creare due zone di dimensioni differenti, la più piccola è la zona di antigioco, la più grande è la zona di gioco o di attacco, la squadra in possesso della sfera non può trattenere la stessa nella zona di antigioco per più di 10 secondi e una volta superata la linea di antigioco, non può più riportarla nella zona di antigioco.
ReneLinsi
 
 
 
 
 
 
 
 
LA PISTA è rappresentata da un rettangolo di metri 20 x 40 con pavimentazione in legno, marmo, mattonelle, superficie sintetica o asfalto, delimitato da una balaustra alta da 1 metro a 1,2 metri. Lungo i lati minori della pista, cioè alle spalle del portiere è posta una rete di protezione alta 4 metri. L'area di rigore misura metri 9 di larghezza per 5,4 di lunghezza ed è posta a 3 metri dalla balaustra di fondo. La porta è sistemata al centro della linea di 9 metri più vicina al fondo, con i pali che coincidono con la linea stessa. Una linea curva delimita una mezza luna di 1,5 metri di raggio che dal centro della linea di porta si estende all'interno dell'area determinando l'area del portiere, all'interno della quale non possono entrare gli avversari. A metà dell'altra linea di 9 metri deve essere indicato il dischetto dei rigori. Due X per ogni metà campo, poste a 10,4 metri dalla linea di porta, su un'ideale prolungamento della linea laterale dell'area, costituiscono i punti di battuta delle punizioni dirette. Due linee di antigioco parallele alla linea di metà campo devono essere tracciate a 22 metri dalla recinzione di fondo. Il cerchio di centrocampo deve avere un raggio di 3 metri.
 
 
 
 
IL BASTONE o stecca solitamente in legno ed molto più corto di un bastone di hockey su ghiaccio (al massimo 115 cm misurando la linea sulla curva esterna). All'estremità inferiore presenta una parte curva piatta da entrambi i lati, per favorire il controllo di palla e il tiro di dritto e di rovescio.
 
 
 
 
 
LA PALLA - misura 23 cm di circonferenza e pesa 155 grammi, formata da un anima di sughero o altro materiale leggero, in un involucro di gomma rigida o caucci deve avere il minimo rimbalzo. Generalmente di colore nero, pu essere per utilizzata anche di altri colori poichè deve essere di colore contrastante con la pavimentazione e le linee.
 
 
LA PORTA - costruita in tubo metallico a sezione tonda, i pali misurano 3 pollici di diametro, con un'altezza interna di 105 cm ed una larghezza interna di 170 cm. La parte superiore e quella posteriore/laterale sono chiuse da una rete di colore chiaro.
 
 
I PATTINI - tradizionali o in linea.
 
 
LE PROTEZIONI - i giocatori utilizzano protezioni leggere, quali parastinchi, ginocchiere, guanti e conchiglia. I portieri adottano protezioni più importanti: gambali, guantoni, corazza, e maschera in reticolato metallico o in plexiglas.
 
 
LA STORIA DEL CLUB
 
 
Avevamo cominciato sul piazzale della Migros di Biasca, a rincorrere le palline da tennis che, "sleppate" con i bastoni da hockey su ghiaccio, andavano a finire su su lungo la Cantonale fino al benzinaio. Una passione sfegatata che un giorno, seguendo le orme di un cugino di Germania e del Roller Hockey Club Locarno, abbiamo voluto rendere un po' più seria, afferrando per la prima volta quell'allora cortissimo bastone da "roller" e giochicchiando con le prime palline. 
Avevamo inconsapevolmente già posto il primo ingranaggio del magico Roller Club Biasca! Il secondo è arrivato di lì a poco, quando siamo riusciti a convincere, sulla scia di un entusiasmo crescente, i membri del primo comitato, che già allora vedeva alla sua testa il presidente Carlo Losa. Era l'autunno del 1985 e già non passava giorno a tavola o in qualsiasi altra occasione che non si parlasse di hockey su rotelle.  
Si era deciso per un primo anno di solo allenamento sul nuovissimo piazzale dell'Innovazione SA, nell'attesa di trovare una soluzione al problema pista. Una pista che grazie al sostegno delle nostre autorità comunali avremmo inaugurato il 17 maggio 1987.
 
 
 
 
1987-98: dalla Prima Divisione alla Lega Naz. B
 
 
Ma a quella data avevamo già fatto clamore. Dopo la storica sconfitta per 4 a 2 nella partita di esordio a Montreux contro la Juventus (primo goal biaschese di Lory Losa), due successi nella doppia trasferta di Diessbach e Münsingen e un chiaro 9 a 0 nel primo derby contro i cugini di Lugano (tra le cui fila giocava il nostro Beppe Sieber), occupavamo la seconda posizione nella prima stagione del RC Biasca in Prima Lega. Quell'anno terminammo al secondo rango e fummo sconfitti nel doppio confronto di promozione-relegazione dalla settima di B il Delémont.  
L'anno dopo riuscimmo ad invertire il risultato. Con un seguito di pubblico ed entusiasmo eccezionali andammo a Delémont ad espugnare il campo dei giurassiani per poi suggellare la prima promozione del RC Biasca con un 5 a 4 finale sulla pista di casa, di fronte a quasi 500 spettatori e in un atmosfera a dir poco da brivido. Già quell'anno cominciammo il reclutamento di nuove leve. Al primo ritrovo fummo assaliti da 40 giovani; diviso in tre gruppi era nato il nostro settore giovanile.
 
 
 
 
1989-1992: sempre ai vertici della serie cadetta
 
 
Il passaggio in DNB per la prima squadra fu indolore, anzi da subito si poté puntare alle prime posizioni della classifica, tanto che in quattro anni di lega cadetta conquistammo due titoli di campione svizzero di DNB (1991 e 1992), un secondo (1990) e un terzo rango (1989). Dopo gli anni di Gianfranco Grassi e Edy Losa alla guida della squadra, nel 1990 prese avvio il biennio di Maurizio Righi; un vero maestro che seppe darci un ulteriore impulso tecnico e tattico.  
Nel 1989 si avviò pure l'attività agonistica della nostra mitica formazione juniores B, con il primo campionato nazionale. Eravamo i beniamini di tutti i campi da gioco in quanto nessun altra formazione aveva un seguito così chiassoso e simpatico. I vari Cil, Märo, Tiz, Berets, Stirni, Della, Pato, Beto, Kiki, Luca ... non tardarono a seguire le orme dei propri allenatori e nel 1991 sfiorammo il titolo nazionale. 
Nel 1992 arrivò finalmente con una prima squadra e una direzione tecnico-tattica tutte casalinghe l'ascesa nella massima serie nazionale. Fu quasi una doppia promozione, in quanto per una cattiva interpretazione dei regolamenti, dopo la vittoria a Vordemwald e i relativi echi sulla stampa, dovemmo vincere anche a Gipf con una formazione assai rimaneggiata (4 a 3 con doppiette di Lory Losa e Boris Pellanda). Un doppio sforzo ripagato dalla splendida festa organizzata a Biasca ... e quella sera molti di noi erano i "crapa pelada".  
Formazione : Beretta Mauro, Losa Edy, Losa Fabio, Losa Lory, Pellanda Boris, Pezzati Mauro, Pezzati Tiziano, Rè Fabrizio, Romagnoli Danilo, Sieber Giuseppe.
 
 
 
 
Dal 1993 al 2003: un decennio in serie A per raggiungere le Coppe Europee
 
 
Dal 1993 ad oggi la nostra prima squadra non ha più mollato la serie A. Con rinforzi di estro e di grido, quali i campioni del mondo Bernardini e Colamaria, i funanbolici Tobares e Francazio, Arlone, e soprattutto l'irriducibile Tiziano Orso, inseriti in una struttura tutta casalinga, la lotta è solitamente per la permanenza, a volte addirittura nei Play-out, ma il  
Biasca riesce a rimanere sempre lì.  
Sono gli anni del difficile cambio generazionale che ai mitici Edy Losa, Fabrizo Rè, Rolando Beretta e da ultimo Fabio Losa, sostituisce un gruppetto di giovani talenti che oggi fanno il RC Biasca.  
Un RC Biasca che, malgrado un cronico difetto nei numero, continua la sua crescita qualitativa sotto la guida di Lory Losa. Ne è un esempio la qualifica, per la prima volta alle Coppe Europee per club 2003-2004, raggiunta al termine della stagione agonistica sicuramente più esaltante, in quanto per la prima volta giocata sempre ad armi pari con tutti gli avversari.  
Purtroppo la partecipazione alle coppe europee viene rimandata per un inghippo burocratico, mai risolto. La stagione 2004/05 è l'ultima con Lory allenatore. Una serie di infortuni ci porta ad accontentarci del sesto posto finale e l'uscita immeritata in coppa svizzera in una storica semifinale a Uttigen, persa ai rigori. E' l'anno di Carlo Del Nilo fra i pali che comunque non ci permette di effettuare il salto di qualità.
 
 
 
Arriva Giro ! E' l'anno del XX° !
 
 
Salto di qualità che cerchiamo l'anno dopo con l'ingaggio di Giro Lobasso come allenatore-giocatore e con l'esordio di Luca Marchiili. E' anche l'anno del XX° e il torneo di preparazione ci presenta un Biasca foltissimo che perde subito Luca per un grave infortunio e che non riuscirà a qualificarsi per i play off, perdendo per strada anche Grassi passato al Thunerstern.
 
 
Siamo in finale di coppa svizzera!
 
 
E' però l'anno della finale di coppa svizzera giocata a Montreux e persa malamente contro il Thunerstern per 1 a 0.
 
 
A Biasca arriva un mito dell'hockey pista!
 
 
L'anno seguente arriva a Biasca Sergio Unac, un grande, che comunque colleziona molti infortuni che non gli permettono di portare il rinforzo atteso e sperato.
 
 
E' l'anno dellEuropa e di un BRILLante allenatore!
 
 
I ricambi si fanno attendere: Cleto Ré parte come allenatore giocatore e con un grande Frankie e unasquadra giovanissima ci porta finalmente in Europa! Siamo in Europa! Affrontiamo dapprima gli inglesi del Bury e poi i professionisti spagnoli del Blanes : mitico RCB e mitica curva! Alle trasferte partecipano più di 60 tifosi!
 
 
L'Europa partorisce la curva Est !
 
 
A Biasca nasce la curva Est, invidiata da tutte le squadre! 
Nella seconda stagione di allenatore Cleto concede il bis: nuova qualifica alle coppe europee e semifinale di coppa svizzera buttata alle ortiche anche a causa dei troppi infortuni. Presentiamo il Biasca più forte di tutti i tempi con i fratelli Bordin e Cimatti. Purtroppo per vari motivi non scende mai in pista la migliore formazione e sul finire della stagione sono gli juniori a giocare ! La partita giocata al completo ci permette di umiliare la capolista imbattuta Thunerstern per 7 a 1 !
 
 
II contributo alla nazionale!
 
 
Anche se di là del Gottardo pochi lo sanno, Biasca è in Svizzera e i molti giocatori nazionali lo provano! Pascal, Marzio, Davide, Camillo e Tiziano fanno parte dei quadri nazionali e si aggiungono a Lory, Fabio, Cilet, Mero, Brill, Piui, Andrea, Simone, Beto e anche Elena!
 
 
I grandi campioni !
 
 
Non possiamo sottacere che a Biasca hanno giocato diversi campioni e vicecampioni del mondo: Tommaso Colamaria, Bernardini Enrico, Girardelli, Unac, ma i veri campioni e non possiamo dimenticarli sono Cleto, Lory, Fabio, Edy, Bicio, Pascal, Ciò, Piui, Frankie, Dario, Edo, Davide, Pepe, Marzio, Alessio , Patrick e tutti quelli che portano alto il nome del mitico Roller Biasca! Forza ragazzi, la storia continua !
 
 
 
 
 
 
 

Your IP is:

By Whats My IP